MOSTRA FELINA: DAL 18 AL 19 FEBBRAIO A SPEZIAEXPO’ (LA SPEZIA)

MOSTRA FELINA LA SPEZIA

Si terrà domani e domenica, rispettivamente il 18 e 19 febbraio 2012, la “Mostra Felina”: una vera e propria gara di bellezza con oltre 200 gatti di 40 diverse razze, riconosciute dal “Cat Fanciers Association of America”.

La mostra sarà visitabile dalle 9.30 alle 19.00, con un prezzo di ingresso di 6 € (4 € ridotto) per gli adulti, mentre i bambini al di sotto dei 10 anni potranno entrare gratuitamente.

Tra Multimedia e Precarietà parteciperà all’evento: restate quindi sintonizzati per vedere tutte le immagini della mostra e degli amici a quattro zampe.

Per informazioni: Tuvo Anna Maria

Tel.: 347 0870511

Email: golfodeipoeticatclub@gmail.com

Sito web: www.golfodeipoeticatclub.com

Picasion.com: creare gif animate gratis direttamente online

Picasion.comMolti di noi hanno necessità, per scopi pubblicitari o personali, di creare delle gif animate da inserire nei propri siti o forum. Capita spesso di dover utilizzare un altro computer e di non poter installare i nostri softwares: ecco quindi che viene in nostro soccorso un pratico sito, Picasion.com, grazie al quale in due semplici passaggi è possibile inserire da un minimo di tre ad un massimo di dieci diversi fotogrammi, scegliere dimensioni e velocità finale dell’animazione ed ottenere la nostra gif. Il tutto online ed in modo totalmente gratuito.

 

Sviluppare apps Android in modo rapido con Appsbuilder

ApssbuilderPer chi desidera cimentarsi nella creazione di apps per Android, ma non ha assolutamente le basi per l’utilizzo di un ambiente di sviluppo, esiste il sito Appsbuilder che, in pochi semplici passaggi, vi permetterà di creare un applicazione. Potrete così trasformare il vostro sito in una app scaricabile dagli utenti e consultabile ovunque direttamente su cellulari Android.

L’idea di sviluppare questo sito (una vera e propria “web app”) è stata di Daniele Pelleri (Ceo) e Luigi Giglio (Cto) al fine di ridurre i costi ed i tempi di sviluppo; tramite Appsbuilder sarà quindi possibile inserire feed, foto, database ed articoli di un sito direttamente nell’app che ogni utente potrà sviluppare ed inserire negli app store. Non solo privati con grandi aspirazioni quindi, ma anche le aziende potranno raggiungere in modo rapido i propri clienti, tenendoli costantemente aggiornati. Grazie alla “monetizzazione”, selezionando la voce “Attiva Banner”, è possibile guadagnare attraverso la visualizzazione dei propri banner (Admob & InMobi): una sorta di Google AdSense, ma Appsbuilder in questo senso ci da di più: tramite lo sviluppo di un adv server verranno scelti per l’utente i banners che permetteranno maggiori ricavi tra admob e inmobi.

Tutto questo a quale prezzo? Esistono tre diverse tipologie di servizio: la Basic, con un costo di 19$ al mese, la Advanced a 49$ al mese e la Professional a 799$ all’anno. E’ possibile tuttavia provare gratuitamente per 30 giorni la versione Advanced, che permette di attivare la monetizzazione, ottenere il supporto via e-mail con tecnici competenti, personalizzare i credits ed il nome del package, rimuovere i banner pubblicitari di Appsbuilder ed inviare 5 notifiche push (messaggi di test) al mese anche quando l’app non è in esecuzione.

Al momento il sito contiene già oltre 20mila applicazioni, con un ritmo di crescita pari a 1.200 al giorno. Una web app sicuramente da adoperare per chi ha dei buoni introiti e desidera raggiungere più utenti/clienti possibili con praticità, velocità ed ottimi risultati in termini di visibilità.

COME GIUSTIFICARE IL TESTO SU WORDPRESS CON LA FUNZIONE SHOW/HIDE KITCHEN SINK

GIUSTIFICAZIONE TESTO WORDPRESS

Molti di noi si saranno resi conto che, quando si aggiunge un nuovo post su WordPress, l’unico modo visibile per allineare il testo è a destra, a sinistra o al centro. Così facendo però, ci ritroviamo ad avere degli spazi vuoti antiestetici.
Non tutti sanno che esiste tuttavia una funzione nascosta, con la quale è possibile giustificare il testo, ovvero allargarlo affinchè ogni riga venga ordinatamente incolonnata con la stessa dimensione: basta premere il pulsante “Show/Hide kitchen sink (Alt + Shift + Z)” per trovare delle funzioni aggiuntive: cambiare le dimensioni e lo stile del paragrafo, sottolineare, cambiare colore, copiare ed incollare da un documento di Word, rimuovere la formattazione, inserire simboli speciali, impostare l’indentazione (rientro del testo) ed infine giustificarlo.

WHATFONTIS.COM: COME TROVARE UN FONT PARTENDO DA UNA SEMPLICE IMMAGINE

WHATFONTIS DA IMMAGINE A FONT

Molti di noi che lavorano quotidianamente con la grafica ed hanno necessità di ricreare scritte o loghi in modo fedele all’originale necessitano di un buon numero di fonts, ovvero caratteri di scrittura, sul proprio computer. Spesso, però, questi fonts appesantiscono la macchina ed impediscono di lavorare in modo rapido ed efficiente, rallentando il caricamento di tutte le applicazioni ed il rendering delle immagini.

Quante ore abbiamo trascorso su numerosi siti, nella speranza di trovare un font uguale a quello da noi desiderato? Oggi, finalmente, il problema non si pone più, grazie al sito http://www.whatfontis.com/ che vi permette di risalire al nome esatto del font semplicemente analizzando un’immagine.
Sarà sufficiente inserire un minimo di due lettere per ciascun carattere da identificare, scriverle nelle caselline accanto all’immagine e selezionare se intendiamo ottenere una lista di fonts free o a pagamento. Se disponete di una sola lettera, aprite Photoshop, e copiate per due volte la stessa lettera in una nuova immagine, una accanto all’altra. Salvatela e caricatela nel sito. E’ inoltre possibile indicare se il font è composto da più particolari, spuntando la casellina “more components per letter”. Il sito verificherà in linea ogni corrispondenza, producendo in pochi secondi un elenco nel quale trovare il carattere esatto o altri estremamente uguali e scaricarli.

Personalmente l’ho testato tra ieri sera ed oggi ed il risultato è stato molto buono: un carattere totalmente riconosciuto ed un secondo con eccezionali similitudini. Provare per credere.

BUFERA DI NEVE SU LA SPEZIA E VENTO SIBERIANO: MAI COSI’ FREDDO NEGLI ULTIMI 30 ANNI

Alle 16.00 di ieri pomeriggio, 31 gennaio, fiocchi di neve dapprima sottili e misti a pioggia, poi sempre più frequenti e compatti hanno iniziato a ricoprire la città di La Spezia, imbiancandola completamente nell’arco di circa 10 ore.

La tormenta di neve che si è abbattuta in serata sulla città ha portato ad un brusco calo delle temperature, che si prevedono ulteriormente in picchiata nei prossimi 10 giorni, arrivando a sfiorare i -5°C in una località da sempre rinomata per il suo clima temperato, dato dalla presenza del mare e delle montagne che la riparano dalle correnti fredde provenienti sia dal Nord, sia dall’Appennino tosco-emiliano. Stamattina la città si è svegliata interamente ricoperta da una fitta coltre di neve, ma fortunatamente le strade sono state pulite in nottata da mezzi del Comune. Circolazione quindi regolare, anche se è consigliabile guidare con prudenza ed a velocità moderata per evitare pericolosi slittamenti sul ghiaccio che, durante la notte, si è formato sull’asfalto. Il Comune ha deciso a scopo precauzionale di tenere le scuole chiuse per un giorno, permettendo non solo i lavori di pulizia dalla neve, ma anche agli studenti di ritrovarsi nelle strade e nelle piazze per giocare con le palle di neve.

E’ sicuramente un evento insolito per la città: evento che non si verificava da oltre trent’anni. Certo, non va dimenticata la nevicata del 1985, in cui non solo a La Spezia, ma anche in altre città italiane caddero più di 20 cm di neve, seppur le temperature non avessero mai raggiunto minime e massime così basse. A rendere il clima così eccezionalmente rigido nei prossimi giorni ci penserà il “Burian”, l’anticiclone proveniente dalla Russia e che porterà anche nel nostro Paese le correnti polari-continentali.

Occhio quindi a coprirvi adeguatamente per evitare principi di assideramento, ad evitare di uscire nelle ore più fredde ed usare il meno possibile l’auto o, in caso di forzato utilizzo, a moderare la velocità ed a non effettuare frenate improvvise che possono far slittare l’auto, provocando incidenti con conseguenze anche gravi per guidatori e pedoni.

ADOBE ILLUSTRATOR TIPS #1: COME RITAGLIARE LE IMMAGINI (MASCHERA DI RITAGLIO)

Inauguro questa sezione dedicata ai cosiddetti “tips & tricks” di Adobe, la celebre suite grafica per foto/video editing, impaginazione e creazione web con alcuni consigli utili su Illustrator e Photoshop. Le differenze tra i due programmi sono poche, ma mentre nel secondo possiamo fare qualsiasi tipo di fotoritocco e fotomontaggio grazie a filtri ed effetti speciali, con Illustrator potremo creare immagini  e testi “vettoriali” ad altissima risoluzione, adatti per la stampa tipografica in quanto non sgranate (o “pixelate”, come si suol dire). Della grafica vettoriale, tuttavia, vi parlerò in un secondo momento.
Molti di voi si saranno accorti che non esiste una funzione “Ritaglia” per le immagini in Illustrator, al contrario di quando avviene con Photoshop. Come si può quindi ovviare al problema? Quando vogliamo creare un area con ILLUSTRATOR FORME GEOMETRICHEall’interno una determinata immagine, ma quest’ultima è troppo grande e non vogliamo ridimensionarla (può avvenire anche quando vogliamo che tale immagine si trovi all’interno di una specifica forma geometrica), il trucco è molto semplice. Inseriamo per prima cosa l’immagine, se necessario ridimensioniamola un pò e poi selezioniamo lo strumento “forme geometriche” presente nella paletta di sinistra (vedere foto a lato). Nel nostro caso ho selezionato la forma Rettangolo.
Creiamo poi una scritta all’interno di un banner a sfondo bianco, ma desidiamo che tutto ciò che c’è al di fuori di esso venga nascosto. Non vogliamo ridimensionare l’immagine di background: saremmo costretti ad allungarla e schiacciarla all’inverosimile, quindi perderebbe le sue caratteristiche ed apparirebbe antiestetica.

(In rosso troviamo le dimensioni del banner, dentro al quale resterà la parte di sfondo ritagliato)
ILLUSTRATOR MASCHERA DI RITAGLIO 1

A questo punto, con lo strumento rettangolo, andremo a disegnare un rettangolo bianco che dovrà coprire alla perfezione le zone da escludere dal nostro ritaglio. Aiutiamoci eventualmente con le guide per prendere la corretta misura dei bordi, in modo che nel lavoro finale non risultino parti non cancellate.
Una volta creato e ridimensionato il rettangolo, selezioniamo sia esso, sia lo sfondo (le selezioni multiple si possono fare anche tenendo premuto il tasto Shift (Maiuscolo) della tastiera).
Col tasto destro del mouse clicchiamo poi all’interno di una delle selezioni e scegliamo la voce “Crea maschera di ritaglio”.

(Il rettangolo bianco e lo sfondo, selezionati con Shift+click)
ILLUSTRATOR MASCHERA RITAGLIO 2

Questo è il risultato che otterremo:
ILLUSTRATOR MASCHERA RITAGLIO 3

Ricapitolando: se desideriamo ritagliare un immagine e far si che essa sia visibile solo in un’area da noi desiderata, dovremo “coprire”  esclusivamente la parte da tenere con una forma geometrica (cerchio, rettangolo, stella, disegno a mano libera o forma personalizzata), selezionare sia lo sfondo, sia la/le forma/e e procedere con la creazione della maschera di ritaglio con il tasto destro del mouse.

UN SECOLO IN MOVIMENTO NELLA MOSTRA TORINESE “DALLA CARROZZA ALL’AEREO 1860-1960″ (FINO AL 3 MARZO, INGRESSO LIBERO)

MOSTRA CARROZZA AEREO 1860-1960

In carrozza, a cavallo, in treno, in auto, comunque sempre in movimento. Sono i personaggi ritratti nella singolare mostra “Dalla carrozza all’aereo. I piemontesi e i mezzi di locomozione nella fotografia dal 1860 al 1960”, allestita a Palazzo Lascaris fino al 3 marzo 2012.
L’iniziativa, formidabile testimonianza di un’epoca, è nata da un’idea dell’associazione per la fotografia storica di Torino, che ne ha curato anche la realizzazione. Le immagini storiche esposte appartengono ad alcune collezioni private e sono affiancate dai modellini dei mezzi di locomozione del tempo, provenienti dal museo del modellismo di Chivasso.
“In questa mostra che unisce l’arte fotografica al modellismo ciascuno può ritrovare qualche ricordo d’infanzia”, ha affermato il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Placido durante l’inaugurazione della mostra, avvenuta a Palazzo Lascaris giovedì 26 gennaio.
Composta da oltre cinquanta scatti, l’esposizione documenta con efficacia i cambiamenti nei trasporti e al tempo stesso le invenzioni, i progressi tecnici, i mutamenti di costume che hanno accompagnato la trasformazione lunga un secolo dei mezzi di locomozione.
“In qualità di conservatori di memoria abbiamo voluto proporre una mostra non a carattere didascalico ma che racconti i rapporti umani e i sentimenti che nel corso del tempo hanno legato i piemontesi ai mezzi di locomozione: dalla voglia di avventura alla sete di progresso e di emozioni, sempre vissute da protagonisti”, ha spiegato Laura Danna, presidente dell’associazione per la fotografia storica.
All’inaugurazione sono intervenuti anche Ivana Mulatero, autrice del testo in catalogo e Riccardo Migliori, direttore del museo del modellismo di Chivasso. Fra i modellini presentati spiccano una Fiat del 1899, una moto Guzzi degli anni ‘20, una Balilla del 1934, alcuni tram degli anni ‘30 e un grande motoscafo Riva della fine degli anni ‘50.
Erano presenti anche i consiglieri Nino Boeti e Roberto De Magistris.
La mostra è aperta al pubblico, con ingresso libero, secondo i seguenti orari: lunedì-venerdì  ore 10-18, sabato ore 10-12.30.

E’ MORTO OSCAR LUIGI SCALFARO, NONO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

OSCAR LUIGI SCALFARO PRESIDENTE REPUBBLICA ITALIANA

All’età di 93 anni si è spento nella notte Oscar Luigi Scalfaro, magistrato, politico e nono Presidente della Repubblica Italiana dal 1992 al 1999.
Laureatosi in Giurisprudenza nel 1941 all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, entrò in magistratura nel 1943. Sempre in anni giovanili, Scalfaro ricoprì incarichi importanti quali quelli, nel 1945, di consulente tecnico giuridico del Tribunale d’Emergenza di Novara e, in seguito, quella di Pubblico Ministero nel medesimo Tribunale.
Dopo la II° Guerra Mondiale, si impegnò per l’eliminazione della pena di morte dalle leggi della Repubblica Italiana, non senza aver ricevuto critiche per aver appoggiato in veste di PM, negli anni precedenti, la condanna capitale per presunti sostenitori degli invasori tedeschi (si ricordino a tal proposito l’ex prefetto di Novara Enrico Vezzalini ed i militi Arturo Missiato, Domenico Ricci, Salvatore Santoro, Giovanni Zeno e Raffaele Infante).

I primi passi nella politica li mosse come segretario provinciale della DC di Novara, abbandonando la carriera giuridica per dedicarsi interamente al nuovo impegno. Nel 1946, a Torino, venne eletto membro dell’Assemblea Costituente, con lo scopo di redigere la nuova Carta Costituzionale.
Membro dell’Azione Cattolica, fervente anticomunista ed antifascista, dal 1946 al 1992 ha ricoperto tutte le più importanti cariche politiche, venendo eletto Presidente della Camera, del Senato e, prima della sua elezione a Capo dello Stato, fu anche senatore a vita aderente al PD e Ministro dell’Interno nel Governo Craxi I.

Scalfaro viene ricordato, oltre che per il suo impegno politico, anche per la SCALFARO MESSAGGIO 1993 NON CI STOcelebre frase “Non ci sto”, pronunciata durante il suo messaggio straordinario alla Nazione andato in onda a reti unificate il 3 novembre 1993. In tale messaggio, a cinque giorni dall’arresto dell’ex Direttore del Sisde Riccardo Malpica, respinse ogni accusa di coinvolgimento in un presunto scandalo nel quale, secondo affermazioni dello stesso Malpica, il Presidente avrebbe percepito la cifra di cento milioni di lire al mese dai fondi riservati al Servizio Segreto Civile in un periodo compreso tra il 1983 ed il 1987. Con il suo messaggio, Scalfaro volle denunciare pubblicamente il “gioco al massacro” messo in atto come vendetta da parte della classe politica travolta da Tangentopoli. A seguito di quella pubblica dichiarazione di innocenza, i funzionari dei servizi segreti vennero indagati per “attentato agli organi costituzionali” e condannati l’anno seguente, salvo essere poi prosciolti nel 1996 per decorrenza dei termini.

IL VIDEO-MESSAGGIO A RETI UNIFICATE DEL 3 NOVEMBRE 1993, “NON CI STO”:

IL CASO ROSWELL E LA PRESUNTA AUTOPSIA ALIENA NELL’AREA 51

ROSWELL AREA 51 UFOL’8 luglio 1947 Il Roswell Daily Record usciva nell’edizione pomeridiana con un titolo a cinque colonne: “La Raaf cattura un disco volante in un ranch nella regione di Roswell”. Si faceva riferimento ad un presunto disco volante precipitato il 2 luglio nel Foster Ranch di Corona, circa 120 Km a nord-ovest di Roswell. I rottami del velivolo erano stati ritrovati da Mac Brazel, proprietario del ranch. Secondo la sua descrizione, i frammenti erano costituiti da “pezzi di gomma, stagnola, carta piuttosto robusta ed asticelle”. Brazel decise di parlare della faccenda allo Sceriffo George Wilcox solo dopo aver appreso la notizia dei “dischi volanti”.

Lo Sceriffo, Brazel ed “un uomo in abiti borghesi”, sicuramente un militare, andarono sul luogo del ritrovamento e raccolsero quello che rimaneva del “disco”. Il materiale pesava meno di tre chilogrammi ed era presente una gran quantità di nastro adesivo, sul quale erano stampati dei fiori. Brazel aveva in passato recuperato due palloni sonda nel suo ranch ed era sicuro che quello appena ritrovato non era un oggetto di quel tipo.

Il 9 luglio, giorno successivo a quello della divulgazione della notizia sul disco volante, veniva riportata una precisazione a mezzo stampa: il Sergente Maggiore Irving Newton della stazione meteorologica della base aerea di Forth Worth aveva identificato l’oggetto rinvenuto come un “pallone ray wind”, usato per determinare la direzione e la velocità dei venti in alta quota (una cosa simile è accaduta a La Spezia negli anni ’70 ed a settembre 2000, ma ne parlerò meglio in un altro post dedicato agli avvistamenti UFO).

Alcune foto ritraevano il giovane ufficiale meteorologo che sorreggeva i detriti del pallone recuperato, il quale non sarebbe stato immediatamente riconosciuto perché ignoto al personale della base di Roswell.

A partire da quel momento, il caso Roswell venne dimenticato fino a che due ufologi americani, Stanton Friedman e William Moore, non lo riportarono all’attenzione dei media. I due, dopo aver raccolto una gran quantità di dati ed avere intervistato circa sessanta persone collegate in un modo o nell’altro con il caso, pubblicarono nel 1980 il libro “The Roswell Incident” (in Italia: “Accadde a Roswell”).

Il nuovo scenario: a Roswell avvenne un caso di autentico UFO-crash, cioè UFO CRASH ROSWELL AREA 51l’esplosione di un disco volante e conseguente caduta di frammenti sul ranch di Brazel (avvenuta la notte tra il 2 e il 3 luglio). Il nucleo vero e proprio dell’oggetto sarebbe invece precipitato nella Piana di San Agustin, a circa duecento chilometri a ovest di Roswell, dove sarebbero stati recuperati anche i cadaveri di alcuni umanoidi, presumibilmente l’equipaggio alieno del disco. Altri studiosi iniziarono a interessarsi al caso, tra questi due ufologi del CUFOS (Centre for Ufo Studies), Kevin Randle e Donald Schmitt, i quali nel libro “Ufo Crash at Roswell” presentarono argomentazioni secondo le quali l’oggetto rinvenuto non era di origine terrestre. I due, infatti, passarono in rassegna le possibili “ipotesi terrestri”, scartandole tutte (pallone meteorologico, razzo V-2, aereo sperimentale, pallone bomba giapponese Fugo, eccetera). Molte delle affermazioni di Randle e Schmitt vennero in seguito confutate dal ricercatore Karl Pflock il quale, nella sua monografia Roswell in Perspective (marzo 1994), suggerì l’ipotesi che a cadere fosse stato un oggetto “top secret”, accreditando la celeberrima ipotesi dell’origine terrestre degli oggetti avvistati ed ipotizzati alieni.

Il 15 febbraio 1994, in risposta ad un’inchiesta parlamentare sul caso Roswell, l’aeronautica militare aprì un’indagine interna atta a chiarire, una volta per tutte, la faccenda: secondo la ricostruzione dell’aeronautica, fu proprio un grappolo di palloni del Volo 4 (atti a rilevare eventuali tracce di test atomici sovietici) a cadere nel ranch e la descrizione di Brazel e altri importanti particolari non fanno che rendere estremamente probabile questa ipotesi. E’ infatti plausibile che all’epoca si volesse mantenere segreto un progetto così importante e che, a parte il balloon group e pochi altri, nessuno fosse a conoscenza del Progetto Mogul.

L’AUTOPSIA ALIENA DI ROSWELL (1947)

AUTOPSIA ALIENO ROSWELL AREA 51 1947Nel 1995, la trasmissione “Misteri” condotta su RaiDue da Lorenza Foschini, mandava in onda per la prima volta in Italia la famosa “autopsia dell’alieno di Roswell”.

Le immagini mostrano quelle che dovrebbero essere le riprese di un intervento autoptico su di un essere dall’aspetto umanoide, glabro e, a prima vista, privo di alcuni caratteri distintivi dei mammiferi come i capezzoli e l’ombelico. La creatura, inoltre, presenta un ventre gonfio, grandi e scuri occhi neri e sei dita sia alle mani che ai piedi. Nel video si vedono tre uomini vestiti con tute, maschere e copricapo chirurgici. Dietro un pannello trasparente c’è un altro medico, anche lui con camice, mascherina e copricapo. Uno dei tre medici opera un’incisione a “Y” sul torace dell’essere ed estrae diversi organi. Da ciò che si riesce a cogliere, nessun organo sembra somigliare a quelli umani. L’attenzione si sposta poi sugli occhi, i quali sembrano essere ricoperti da “lenti” nere che, una volta rimosse, rivelano un bulbo oculare interamente bianco. Con una sega viene in seguito aperto il cranio e rimossa la materia cerebrale.

Il filmato, in bianco e nero e senza sonoro, dura circa ventuno minuti, mentre l’autopsia (a partire dal momento dell’incisione del torace) un’ora e un quarto. Le riprese sono molto movimentate e presentano diversi tagli.

Oltre alla trasmissione della Rai, anche il CUN (Centro Ufologico Nazionale) diffuse successivamente il filmato nella videocassetta “Caddero sulla Terra. Il caso Roswell”, allegata alla rivista “Notiziario Ufo”. Tutto era iniziato nel marzo del 1995, quando il produttore londinese Ray Santilli dichiarò di aver acquistato alcune bobine da un ex cineoperatore militare di 83 anni, Jack Barnett; questi avrebbe filmato nel 1947, quando era di stanza a Washington D.C., i rottami di un disco volante precipitato nel New Mexico, le autopsie dei due alieni recuperati, la ricognizione di uno strano essere all’interno di una tenda da campo (il famoso “Filmato della Tenda”, ritenuto un clamoroso falso), le immagini dei rottami del disco ed altre sequenze ancora sconosciute. Dopo lo sviluppo delle pellicole, Barnett fece una prima consegna, tuttavia il resto del materiale non venne mai restituito ai militari: l’Usaaf (United States Army Air Force), dal canto suo, non venne mai a ritirare le altre bobine, malgrado fosse stata più volte invitata a farlo dallo stesso Jack Barnett. La storia raccontata da Santilli è stata più volte modificata per venire incontro alle numerose critiche mosse da alcuni ricercatori. Il discorso fondamentale però è che nessun altro, tranne Santilli, ha mai visto il filmato proiettato dalle pellicole originali e questo ha fatto nascere non pochi dubbi sulla reale esistenza delle stesse. Esistono solo alcuni frammenti di una pellicola, dei quali però non è mai stata dimostrata l’appartenenza alle presunte bobine originali. Essi infatti non mostrano alcuna immagine ricollegabile con il video. Proprio per tali motivi il colosso Kodak si è rifiutato di effettuare analisi su frammenti di questo tipo. Le richieste della Kodak, infatti, sono state molto precise: cinquanta fotogrammi in cui sia ripresa la creatura, in modo da effettuare analisi della spaziatura dei fori delle perforazioni, mutata intorno al 1955 per adeguarsi ai nuovi equipaggiamenti. Per portare a termine i controlli sarebbe inoltre necessario effettuare un piccolo foro su un fotogramma, così da determinare la composizione chimica della pellicola.

Ma veniamo all’autopsia vera e propria. Secondo autorevoli esperti anatomo-patologi AUTOPSIA ALIENA ROSWELL AREA 51come il dottor Paul O’Higgins dello University College di Londra ed il Professor Pierluigi Baima Bollone, ordinario di medicina legale all’Università di Torino, l’operazione è stata eseguita senza alcun metodo e non è stata effettuata da un patologo. “Non ci siamo come manualità”, afferma Baima Bollone, “non ci siamo come tempi, non ci siamo come ferri. Non vengono eseguiti prelievi e mancano i ferri necessari”. Anche per quanto riguarda l’aspetto antropomorfico del presunto alieno, il patologo Ed Uthman e lo stesso Baima Bollone concordano nel ritenerlo un “non senso biologico”: l’essere ha infatti una struttura troppo simile a quella umana per non avere alcune caratteristiche proprie degli umani che invece mancano.

Le analisi computerizzate del professor Nello Balossino, ordinario di Informatica presso l’Università di Torino, hanno inoltre messo in evidenza la presenza sia dei capezzoli che dell’ombelico celati, probabilmente, dall’utilizzo di cerone: “nella costruzione dell’essere”, afferma Baima Bollone “potrebbe essere stato usato del materiale autoptico, il che giustificherebbe la presenza del cerone”.

Dell’autenticità del filmato non solo non esiste alcuna prova concreta, ma nemmeno un piccolo indizio. Di contro ne esistono moltissimi che possono indicare che il presunto alieno potrebbe essere un artefatto realizzato con elementi sintetici e parti anatomiche umane di persone affette da una qualche malformazione genetica. Una possibilità che, se confermata, genererebbe ribrezzo ed ovvie polemiche.

VIDEO DELLA PRESUNTA AUTOPSIA ALIENA A ROSWELL (1947)

NUOVA FORTE SCOSSA DI TERREMOTO DI 5.6° RICHTER SCONVOLGE IL NORD ITALIA (APPENNINO TOSCO-EMILIANO)

TERREMOTO LA SPEZIA 27 GENNAIO 2012Una nuova, forte scossa di terremoto di 5.6 gradi della scala Richter è stata avvertita distintamente in tutto il Nord Italia verso le ore 15.53, creando panico tra la popolazione e danni agli edifici.
L’epicentro è stato vicino a Parma (tra Berceto e Corniglio, nell’Appennino Tosco-Emiliano), ma il sisma è stato avvertito anche in Piemonte, Veneto, Marche e Friuli e, addirittura, a Zurigo. Anche altre zone del Nord sono state coinvolte, seppur in modo lieve. Una seconda scossa, più leggera, si è verificata alcuni minuti dopo la prima. La profondità del sisma è stata di 79 km.

Nella zona dell’epicentro si stanno verificando altre piccole scosse sismiche (2.7 gradi), ma gli esperti avvertono che eventi più forti potranno verificarsi nelle prossime ore. Alcuni edifici, quali case e chiese, sono state danneggiate in modo più o meno grave. Le ferrovie hanno ridotto a scopo precauzionale la velocità dei convogli in tutta l’Emilia Romagna.
Alle 19.30 si riunirà il Dipartimento della Protezione Civile, per valutare la situazione insolità che si sta verificando in questi giorni.

Le prime telefonate sono giunte ai centralini dei Vigili e della Protezione Civile a partire da Genova; qui a La Spezia, EPICENTRO TERREMOTO PARMA BERCETO 27 GENNAIO 2012personalmente, ho avuto molta paura e molti cittadini si sono affacciati ai propri balconi, mentre altri abbandonavano le proprie abitazioni a scopo precauzionale. Qui, in casa, l’armadio ed altri mobili hanno pericolosamente oscillato, i bicchieri ed altri oggetti sono caduti ed i quadri si sono spostati. E’ sicuramente la scossa di terremoto più forte che la sottoscritta abbia mai sentito in città, dopo quella del 1994/95. Ricordo che l’Appennino Tosco-Emiliano (ed in particolare la Lunigiana) è una zona sismica per eccellenza e sono frequenti terremoti anche se, generalmente, di entità nettamente inferiore.

Eventuali aggiornamenti della situazione verranno comunicati mediante questo post.

FINALMENTE ONLINE IL NUOVO WORDPRESS

Come accennavo nel precedente post, il nostro WordPress si è finalmente trasferito su un nuovo server a pagamento, con maggiori funzioni e visibilità. Se state leggendo questo post è perchè vi trovate già nel nuovo “Tra multimedia e precarietà”, sul quale ho trasferito l’intero contenuto di post e commenti presenti sul vecchio Wp.

Nulla è andato perso, quindi. Si ricomincia alla grande, con contenuti sempre nuovi ed interessanti.

Ancora grazie a tutti voi per fiducia dimostrata e per averci scelto,

Laura Orsini

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